La situazione degli operatori sanitari che hanno contratto l’epatite C sul lavoro è giuridicamente complessa, perché la Legge 210/92 li tratta in modo diverso rispetto ai pazienti contagiati da trasfusioni.
Cosa prevede la Legge 210/92
La Legge 210/92 riconosce l’indennizzo agli operatori sanitari che abbiano riportato danni permanenti all’integrità psico-fisica in seguito a infezione da HIV contratta a contatto con sangue infetto durante il servizio.
Il problema è che la stessa legge, all’articolo 1 comma 3, non estende questo diritto agli operatori sanitari contagiati da epatite virale nelle medesime circostanze lavorative. È una lacuna normativa che ha generato decenni di contenziosi.
L’intervento della Corte Costituzionale
Proprio per colmare questa lacuna, la Corte Costituzionale è intervenuta dichiarando illegittimo l’articolo 1 comma 3 della Legge 210/92 nella parte in cui non prevede che i benefici spettino anche agli operatori sanitari che abbiano contratto epatite virale in occasione del servizio, a seguito di contatto con sangue e suoi derivati infetti.
Questo significa che oggi, grazie alla pronuncia della Consulta, anche gli operatori sanitari contagiati da epatite C sul lavoro hanno diritto all’indennizzo, equiparandosi alla tutela già prevista per i contagiati da HIV.
Quando spetta l’indennizzo
L’indennizzo non è automatico. Per ottenerlo devono ricorrere alcune condizioni precise:
-
il contagio deve essere avvenuto in occasione e durante il servizio
-
deve esserci un danno permanente all’integrità psico-fisica
-
il danno deve essere irreversibile e ascrivibile a una categoria della Tabella A allegata al D.P.R. 834/1981
-
la semplice positività agli anticorpi senza sintomi o replicazione virale non è sufficiente: l’epatite silente non viene indennizzata secondo l’orientamento del Ministero della Salute
A chi si fa domanda
La domanda si presenta al Ministero della Salute tramite la ASL di competenza. Il procedimento prevede:
-
presentazione della domanda con documentazione sanitaria
-
accertamento medico legale
-
valutazione della categoria di danno secondo le tabelle di legge
-
emissione del provvedimento di riconoscimento o diniego
In caso di diniego è possibile ricorrere al TAR o al giudice ordinario a seconda dei casi.
Importi dell’indennizzo
Gli importi sono stabiliti per legge e rivalutati nel tempo. In caso di doppia patologia (epatite B + C contemporaneamente) l’importo base viene aumentato del 50%.
Operatori sanitari deceduti
Se l’operatore sanitario è deceduto in seguito al contagio da epatite C contratto in servizio, il diritto all’indennizzo si trasferisce agli eredi, che possono agire in sua vece per ottenere il riconoscimento e le somme spettanti.
Differenza tra indennizzo e risarcimento
Vale la pena chiarire la differenza tra i due istituti:
-
Indennizzo (Legge 210/92): importo fisso previsto per legge, senza necessità di dimostrare colpa della struttura sanitaria
-
Risarcimento danni: percorso giudiziario che richiede la prova del nesso causale e della negligenza, con importi che possono essere molto più elevati nei casi gravi
I due percorsi non si escludono necessariamente. In alcuni casi è possibile ottenere entrambi, ma è indispensabile farsi assistere da un legale specializzato in diritto sanitario.
