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Case studies per testare Paxlovid di Pfizer per il trattamento del Long Covid

Chicago - USA, 18 aprile (Reuters)

I resoconti di due pazienti, che hanno trovato beneficio dopo aver assunto l'antivirale Paxlovid di Pfizer, per il trattamento del Long Covid (tra cui una ricercatrice che lo ha testato su se stessa), forniscono interessanti studi clinici, dicono gli esperti, per aiutare chi soffre di questa condizione debilitante.

La ricercatrice ha riferito che i suoi sintomi di stanchezza cronica, ("sembrava che un camion mi avesse investito"), sono scomparsi dopo aver assunto la terapia orale.

Il Long Covid è diventata una emergenza sanitaria incombente che, si stima, colpisca fino al 30% delle persone infette da coronavirus. Può durare per mesi lasciando le persone incapaci di lavorare. I sintomi, (più di 200) sono stati associati a fenomeni quali: dolore, affaticamento (fatigue), nebbia mentale (brain fog), difficoltà respiratorie e astenia, ossia una debolezza generale dopo attività anche minime di esercizio fisico.

Il dottor Steven Deeks, professore di medicina presso l'Università della California, San Francisco (USSF), ed esperto in ricerca sulla cura dell'HIV, ha affermato che le aziende farmaceutiche tendono a non dar credito a “case studies” rivolti su un singolo paziente.

Ma i singoli “case studies”  hanno contribuito ad aiutare la ricerca per individuare una cura dell'HIV, sostenendo che si potrebbe fare lo stesso anche con Paxlovid, per il Long Covid.

 "Questo ci fornirà informazioni e solide prove, un motivo in più per studiare il prima possibile la terapia antivirale in questo contesto", ha detto Deeks, aggiungendo di aver sentito parlare di altri casi con prove aneddotiche, all'UCSF dove i sintomi di un paziente con Long Covid sono scomparsi dopo aver assunto Paxlovid.

Gli scienziati avvertono che questi case studies "generano solo ipotesi" e non provano che il farmaco crei sollievo dai sintomi persistenti. Ma sicuramente offrono un supporto alla teoria principale, secondo cui il Long Covid può essere causato dal virus che persiste in parti del corpo per mesi, influenzando la vita quotidiana dei pazienti per molto tempo dopo la scomparsa dei sintomi acuti.

Finora, la miglior testimonianza, proviene da uno studio del National Institutes of Health (NIH), attualmente in "peer review" (la peer review, in italiano “revisione alla pari”, è una procedura di selezione di articoli, proposti da membri della comunità scientifica, eseguita da specialisti nell’ambito in questione che ne valuteranno il contenuto e stabiliranno se il lavoro a loro sottoposto è idoneo per la pubblicazione), in cui i ricercatori hanno condotto autopsie su 44 persone, morte per COVID-19 o per altra causa, ma ugualmente infettate da Covid, riscontrando un'infezione diffusa in tutto il corpo, compreso il cervello, che poteva durare più di sette mesi oltre l'insorgenza dei sintomi.

Paxlovid combina una nuova pillola Pfizer con il vecchio antivirale ritonavir, ed è attualmente utilizzato nei primi giorni di infezione da Covid per prevenire malattie gravi nei pazienti ad alto rischio.

Il portavoce della Pfizer, Kit Longley, ha affermato che la società non ha in corso studi sul Long Covid e non ha commentato se ha intenzione di prenderli in considerazione.

La casa farmaceutica ha due ampi studi clinici che testano se Paxlovid può prevenire l'infezione iniziale da Covid e che "potrebbe fornirci dati rilevanti per aiutare ad informare gli studi futuri", ha detto Longley.

C'è frustrazione tra i pazienti che soffrono da mesi di questa condizione ma anche per la mancanza di ricerca farmaceutica. Attualmente ci sono meno di 20 studi clinici condotti da singoli ricercatori o piccoli produttori di farmaci che testano trattamenti per il Long Covid e solo alcuni sono andati oltre le fasi iniziali, evidenzia Reuters in un altro articolo.

Diana Berrent, fondatrice del gruppo di difesa del Covid "Survivor Corps", ha fatto pressioni sull'amministrazione Biden per finanziare altri studi clinici.

"Non dovremmo realizzare la nostra ricerca sulla base di rapporti aneddotici"
, ha detto. "Non è abbastanza".



TORNARE ALLA NORMALITÀ


In uno dei casi clinici, pubblicato in prestampa prima della "peer review", una donna di 47 anni, precedentemente sana e vaccinata, è stata infettata da Covid nell'estate del 2021. La maggior parte dei suoi sintomi acuti è scomparso entro 48 ore, ma ha continuato ad avere grave affaticamento, nebbia mentale (brain fog), esaurimento delle forze dopo l'esercizio, insonnia, battito cardiaco accelerato e dolori muscolari abbastanza gravi da non poter più lavorare.

Circa sei mesi dopo l'infezione iniziale, è stata reinfettata e molti dei suoi sintomi acuti da Long Covid.sono tornati. Il suo medico le ha prescritto una terapia di cinque giorni con Paxlovid.

Il terzo giorno, la paziente ha notato un rapido miglioramento dei sintomi. "È tornata alla normalità", ha detto la dottoressa Linda Geng, co-direttore della clinica Covid dello Stanford Health Care e autrice del report pubblicato su Research Square.

In un secondo caso, Lavanya Visvabharathy, 37 anni, immunologa presso la clinica Covid della Northwestern Medicine, è stata infettata nel dicembre 2021.

I suoi sintomi iniziali erano lievi, ma in seguito ha sperimentato, quattro mesi dopo l'infezione, affaticamento cronico, mal di testa e disturbi del sonno ed è anche risultata positiva ai test antigenici rapidi con un segno di persistenza virale.

La Visvabharathy, a conoscenza dello studio del NIH e del caso dello Stanford, decise di provare Paxlovid per vedere se poteva eliminare qualsiasi virus persistente. Verso la fine dei cinque giorni di terapia, la sua stanchezza e l'insonnia erano migliorate e i suoi mal di testa erano meno frequenti. Due settimane dopo la fine del trattamento, la sua stanchezza era scomparsa. "Questo trattamento ha risolto al 100%, ma per dimostrare che Paxlovid fornisce quel tipo di beneficio richiederebbe studi clinici attentamente controllati", ha detto la Visvabharathy.

Tuttavia, per il dottor Igor Koralnik, che dirige la clinica della Northwestern Medicine incentrata sugli effetti neurologici del Long Covid."Paxlovid non è un farmaco innocuo", ha detto. "Dovrebbero esserci ulteriori studi".



Fonte: www.reuters.com/


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