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Malattie epatiche, tutte le novità del congresso EASL 2020. On line il Quaderno di PharmaStar

Malattia del fegato grasso, epatiti virali ma anche patologie rare su cui la ricerca sta facendo passi da gigante come la porfiria epatica acuta. Sono stati questi alcuni dei temi affrontati nell'edizione 2020 dell'ILC, International Liver Congress.

Malattia del fegato grasso, epatiti virali ma anche patologie rare su cui la ricerca sta facendo passi da gigante come la porfiria epatica acuta. Sono stati questi alcuni dei temi affrontati nell’edizione 2020 dell’ILC, International Liver Congress, appuntamento annuale dell’Associazione Europea per lo studio del Fegato (EASL) si è svolto quest’anno in maniera virtuale dopo lo spostamento di data da aprile a fine agosto causa pandemia da Covid-19.

Tra le novità da segnalare gli sviluppi diagnostici e terapeutici della malattia del fegato grasso e il suo sviluppo a NASH. Tra questi nuove analisi riguardanti l’efficacia e la sicurezza dell’acido obeticolico. Questo agonista potente e selettivo del recettore FXR, è stato oggetto anche di diverse presentazioni e poster impiegato anche in un’altra patologia, la colangite biliare primitiva. Anche in questo caso casistiche real life, tra cui anche una italiana, ne hanno confermato l’efficacia e la buona tollerabilità.

Sono stati presentati importanti risultati circa l’effetto del givosiran, farmaco che agisce attraverso il meccanismo dell’RNA interference per il trattamento della porfiria epatica acuta.

Non sono stati trascurati sviluppi riguardo alle epatiti. In particolare, nel caso dell’epatite B gli studi più importanti si sono focalizzati su farmaci sempre meglio tollerati pur mantenendo l’efficacia della soppressione virale sostenuta come il tenofovir disoproxil fumarato.
Per quanto concerne l’epatite C, i nuovi studi hanno evidenziato come le combinazioni di antivirali ad azione diretta pangenotipici riesco ad eliminare il virus anche in pazienti con problematiche psichiatriche, persone in carcere o che abusano di droghe. Altro grande capitolo è stato riservato all’epatite D o delta e all’utilizzo della bulevirtide che somministrata fino a 76 settimane in monoterapia si è mostrata sicura ed efficace in pazienti con cirrosi compensata correlata all’HDV.

Abbiamo riassunto queste e altre novità in questo PDF multimediale, buona lettura!

Il quaderno: scarica

Fonte: pharmastar.it

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